Ricordando Elisa

CHI ERA ELISA
Curiosa, appassionata e innamorata delle storie e dei luoghi del Medio Oriente, Elisa Costanzo sapeva dare voce a mondi lontani. Nata a Villanova Monferrato, aveva percorso con determinazione tutte le tappe della sua formazione – dal liceo a Casale Monferrato all’Università di Trento, fino alla scuola di giornalismo “Carlo De Martino” di Milano. Professionista instancabile, aveva lavorato tra Agenzie, Enti di Ricerca e Uffici Stampa, fino a coronare il suo sogno: entrare all’Ufficio Stampa della RAI dopo un lungo e difficile concorso. A soli 41 anni ci ha lasciato, troppo presto, ma con un’eredità di passione e coraggio che resta viva.

 

LE TESTIMONIANZE
PER ELISA
FEDERICA AGABITI (VICESINDACO MONTELEONE DI SPOLETO)

Per Elisa, può suonare come una canzone o come un inno alla bellezza di chi si è donato al prossimo, e per questo non smetterà mai di essere in mezzo alla gente.

Ho conosciuto Elisa attraverso i racconti pieni di amore di Luisa, di Andrea e di tutti i Pontieri che sono passati per Ruscio.

Proprio qui, ormai nel 2020 durante il passaggio del Cammino della Solidarietà, spiccava il nome di Elisa sul muro di una piccola casina del paese, una scritta tutta in rosa che celebrava l’arrivo di una nuova vita.

Non mi sono più dimenticata di questa donna, l’ho sentita ricordare dai genitori con un composto e struggente dolore e poi è tornata a rivivere nel nostro Ostello. Un luogo che definirei il tempio del volontariato e dell’associazionismo, dell’essenza più profonda della nostra vita: il donarsi rispettosamente agli altri, ma anche la capacità di “rubare” lentamente qualcosa un po’ da tutti per poi rimetterlo in circolo, rinnovato e moltiplicato.

La luce del suo sorriso tocca nel profondo. Sono felice che tanti camminatori da ogni parte del mondo potranno incontrarla sul loro percorso all’interno dell’Ostello 499 di Ruscio.

Grazie per averci dato la possibilità di tenere in vita la gioia che traspare dal suo volto. In quel caldo cantuccio dell’Ostello sarà forza e compagnia. Sarà un sorriso per tutti.

Con grande affetto
Federica

LA MIA COMPAGNA DI AVVENTURE
ROMANA RANUCCI (GIORNALISTA)

Ho conosciuta Elisa sul lavoro, come collega, ma è diventata subito un’amica, una grande amica. Eravamo due giovani giornaliste che lavoravano per un’agenzia stampa, seguivamo la cronaca di Roma, una di quelle esperienze che servono a “farsi le ossa”. Lasciata l’agenzia, abbiamo proseguito per due strade diverse, sempre nel mondo del giornalismo, ma ad unirci erano le tante passioni in comune, a partire dai viaggi, ed è grazie ad Elisa che ho fatto uno dei viaggi più belli: tra il Libano e la Siria. Non amavano i viaggi classici, quelli che prenoti in agenzia, all inclusive, ci piaceva l’avventura, non abbiamo mai amato le comodità, i grandi alberghi, le mete turistiche, e così, grazie ai suoi contatti, siamo finite a Beirut. Abbiamo girato il Libano da nord a sud, e da lì abbiamo fatto la pazzia: abbiamo preso un pulmino, locale direzione Damasco. Era il periodo della guerra civile, 2012, ma Elisa voleva assolutamente andare a trovare Padre Paolo dall’Oglio, il gesuita che in Siria ha fondato la comunità del Deir Mar Musa al-Habashi (monastero di san Mosè l’Abissino). Non proprio una meta turistica, difficile da raggiungere, lo abbiamo fatto seguendo tutte le raccomandazioni del caso e siamo arrivate in questo posto meraviglioso, in mezzo al deserto. Un Padre dall’Oglio preoccupato, la situazione era molto tesa; infatti, pochi mesi dopo è stato rapito, ci ha accolto, con calore, con la sua simpatia. Ricordo ancora le sue prima parole, dopo esserci presentate, due trentenni single in giro per il mondo: “quando mettete su famiglia?”.

Non è stato un viaggio, ma un’esperienza indimenticabile, di quelle che ti lasciano molto dentro che solo con una persona come Elisa potevi fare.

 

ELISA
JACOPO MATANO (GIORNALISTA, COLLEGA ALLA RAI)

i primi passi in Rai li abbiamo fatti insieme. Il tuo cammino adesso prosegue altrove. E il tuo ricordo resta per sempre in ogni sentiero che percorriamo.

 

STORIA DI UN INCONTRO E DI UN AMICIZIA
LUISA MOSTILE (VICE PRESIDENTE DI PONTIERI DEL DIALOGO)

“In comune un nome simile, già un buon inizio…”: così nacque la mia amicizia con Elisa. Ci conoscemmo organizzando un passaggio e una stanza per un weekend a Pitigliano. Lei, sorridendo, mi disse: “Certo, a me piace camminare!”. Fu l’inizio di un legame profondo, nato tra chiacchiere, passi e confidenze, che presto diventò complicità e affetto fraterno.

Elisa amava camminare anche come metafora della vita: scoprire, ascoltare, unire. Insieme trasformammo quella passione in progetti: dal corso per accompagnatori volontari nacque l’idea di un trekking interreligioso, attraversando moschee, sinagoghe, chiese e templi. Da quell’esperienza, con altri amici, fondammo nel 2015 i Pontieri del Dialogo, per fare del cammino uno strumento di incontro e di pace.

In uno dei suoi innumerevoli traslochi, Elisa mi aveva prestato, un libro sul Cammino di San Benedetto, dicendomi di preparare qualche itinerario da fare insieme.  La sua partenza ci ha lasciato un vuoto enorme, con la certezza che continui a camminare accanto a noi. In suo ricordo abbiamo percorso tutto il Cammino di San Benedetto, da Norcia a Montecassino: 310 chilometri di cammino insieme.

Elisa continua a vivere nei nostri passi, nel nostro dialogo, nei nostri sogni.

 

I PASSI ACCANTO
ANDREA FELLEGARA (PRESIDENTE DEI PONTIERI DEL DIALOGO)

Elisa sapeva vivere in tanti mondi: il lavoro da giornalista, gli affetti familiari, l’impegno civile. È su quest’ultimo terreno che ci siamo incontrati davvero, camminando. Non bastava il piacere della natura o il benessere fisico: volevamo dare al cammino un senso sociale, un’occasione di incontro e dialogo con chi era diverso da noi. Da qui nacque l’idea dei Pontieri del Dialogo, ispirati alle parole di Alexander Langer: costruire ponti tra culture, religioni, comunità.

Elisa fu la forza che trasformò il sogno in realtà. Con la sua professionalità e la sua passione, diede voce all’Associazione: comunicati, sito, eventi, reti di contatti. Sempre pronta a difendere con fermezza le idee in cui credeva, sapeva trasformare critiche e difficoltà in nuove energie. Ricordo le discussioni, le mail infinite, l’entusiasmo contagioso.

Insieme ci siamo buttati anche in avventure inattese, come Radioimpegno, nata per dare voce alle buone pratiche contro le mafie. Nessuno di noi aveva esperienza radiofonica: ci sembrava di essere neonati che, senza aver ancora mosso i primi passi, volevano già correre una gara di mezzofondo. Non volendo farci rubare la speranza, ci siamo gettati lungo questo impervio sentiero. Non eravamo soli però: senza comparire in volto o in voce, Elisa è stata costantemente dietro le quinte per aiutare tutti noi, una presenza che non si interrompe e che continuerà ad essere.

La morte non è nulla. Non conta. Io me ne sono solo andato nella stanza accanto”, così recita un celebre sermone, probabilmente inspirato da una lettera di Sant’Agostino. Per noi sarà lo stesso: lungo tutti i cammini che faremo saremo con lei nella via accanto, con i passi accanto. Perché nulla è successo.

 

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